Santo Stefano

Una suggestiva tradizione, non suffragata da alcun documento, fa risalire l'origine della chiesa di S. Stefano a san Dionigi, primo vescovo di Parigi, che secondo la leggenda durante uno dei suoi viaggi avrebbe convertito al Cristianesimo un gran numero di persone nella città di Aosta e vi avrebbe fatto costruire alcuni oratori, tra cui uno intitolato a santo Stefano. I documenti più antichi, invece, risalgono al XIII secolo. Il primitivo edificio sorse sull'area di una necropoli romana ubicata fuori dalla città di Augusta Praetoria, poco oltre la Porta Principalis Sinistra, dove iniziava la strada per l'Alpis Poenina (Gran S. Bernardo). Forse proprio per la sua particolare posizione all'interno dell'area funeraria, la chiesa veniva indicata nei documenti medievali con il titolo di "basilica". Intorno a questo antico edificio di culto si formò nei secoli un sobborgo, il faubourg de Saint­-Etienne o de la Rive, dal nome del canale che lo attraversa tuttora. Questo borgo rappresentò sino al 1776 una realtà a sé stante, distinta dalla Cité anche dal punto di vista amministrativo, al pari degli altri due quartieri marginali della città, quello di Saint-Genis, a ovest della Porta Decumana, e quello del Pont-de-Pierre, nei pressi dell'omonimo ponte.

La Parrocchia

Le prime notizie sulla parrocchia di S. Stefano risalgono al 1234, quando i canonici di S. Orso la cedettero ai canonici della Cattedrale che continuarono a nominare il parroco sino al 1835, anno in cui divenne di libera collazione vescovile. In realtà, a partire dal 1546-47, per le difficoltà finanziarie del Capitolo, il beneficio della parrocchia di S. Stefano fu incorporato a tutti gli effetti dalla mensa capitolare. Per lo svolgimento del ministero pastorale venne incaricato un canonico o un vice-parroco, mentre battesimi e altre celebrazioni liturgiche venivano frequentemente svolte in Cattedrale, essendo Saint-Etienne considerata una semplice chiesa suffraganea. Nel 1788, però, incorporò la soppressa parrocchia di Saint-Martin-de­ Corléans e cosí il suo territorio si ampliò notevolmente. Un decreto della Royale Délégation aveva infatti ridotto il numero delle parrocchie in Valle e ne aveva modificato i confini. Saint-Etienne riprese allora a svolgere tutte le sue funzioni tanto che nel 1817 fu costruito il fonte battesimale. La sua giurisdizione sino al XX secolo fu amplissima, dal momento che si estendeva anche a gran parte delle attuali parrocchie di Saint-Martin-de Corléans (ricostituita solo nel 1957), di Maria SS. Immacolata (istituita nel 1949), di Signayes (1957) e di Arpuilles (1960).

La chiesa

L'attuale edificio fu costruito sulle strutture murarie di una precedente chiesa del XV sec., a cui si riferisce un'iscrizione posta sull'architrave della porta d'ingresso destra: "Hoc opus fecit fieri Jaquemin Pastor" (Jaquemin Pastor fece costruire questo edificio). La chiesa fu ampiamente restaurata nel 1728-29, come risulta dalla convenzione stipulata il 25 aprile 1728 dal parroco Clérin, che fece anche sopraelevare il campanile. Gli affreschi della facciata furono invece fatti eseguire dal suo successore Michel-Joseph Rosaire, parroco tra il 1729 e il 1735. Rappresentano in alto la Madonna del Rosario tra S. Domenico e S. Caterina da Siena; ai lati delle finestre S. Giuseppe e S. Giovanni Evangelista. Sopra il bel portale d'ingresso in pietra d'Aymavilles, datato 1729, da sinistra figurano S. Giacomo Maggiore, S. Grato, S. Antonio abate in preghiera con un fedele ai suoi piedi (forse il committente), il martirio di S. Stefano, S. Lucia, S. Giocondo e S. Leonardo. Il pregevole e imponente altar maggiore barocco, consacrato il 18 maggio 1670, è strutturato in due ordini di colonne tortili sovrapposte. L'ordine superiore ha al centro una tela dipinta raffigurante la SS. Trinità; ai lati da sinistra a destra, vi sono quattro statue di santi: Lucia, Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Agata. Nove angeli musicanti posti sulla trabeazione dell'ordine inferiore, rappresentano i cori angelici. La pala dipinta dietro il tabernacolo, riproduce il martirio di S. Stefano; ai suoi lati sono collocate due grandi statue lignee di S. Pietro e di un altro papa; alle estremità, due quadri sulla vita del Santo Patrono della chiesa rievocano l'assistenza ai poveri a sinistra e la predicazione a destra. Le nicchie sottostanti le statue dei papi contengono due reliquiari. Il tabernacolo presenta colonnine tortili alternate a statuette di santi.

I settecenteschi stalli del coro, in legno di noce intagliato con fregi, ghirlande e teste di angeli, provengono dalla chiesa dell'antico convento di S. Francesco dei Minori Conventuali (Cordeliers), che sorgeva sino al 1836 sul sito dell'attuale piazza Chanoux. Gli affreschi del coro (la Trasfigurazione e il figliol prodigo a sinistra; Gesù tra i fanciulli e Pietro salvato dalle acque a destra) sono opera del pittore Giovanni Stornone (1915). Il pulpito in noce, con pannelli intagliati, è del XVIII sec. Nella navata sinistra, dove un tempo c'era un altare dedicato a san Dionigi, è conservata la gigantesca statua lignea di S. Cristoforo, intagliata in un solo ceppo (di circa metri 4,60 d'altezza), del XV sec.; sulle pareti sono appese alcune raffigurazioni settecentesche di Cristo, della Madonna e di santi. Ai lati del coro, sulla sinistra vi è un altare del XVIII sec. intitolato alle Anime del purgatorio, anticamente dell'Arciconfrater­nita del Carmine, su cui poggia una statua ottocentesca di Maria, eseguita da un artista locale, Isidoro Thomasset. Sulla destra si trova l'altare dei Santi Antonio abate e Sebastiano, anch'esso settecentesco; sotto i medaglioni di S. Grato e di S. Giocondo trovano posto due statue di S. Luigi Gonzaga e di S. Stanislao Kotska. Il crocifisso che sormonta la poutre de gloire, trave portante all'ingresso del presbiterio, si collega idealmente alle sculture del Padre benedi­cente e dello Spirito Santo, poste in alto sugli altari laterali. Nella navata destra una tela raffigura S. Anna, la Vergine con il Bambino e vari personaggi, forse lo stesso notaio con la sua famiglia. Segue l'altare di S. Giuseppe, decorato con una tela del 1710 rappresentante la morte del santo, con statue di S. Pietro e S. Maria Maddalena e un bassorilievo di San Michele arcangelo. A sinistra vicino all'ingresso, il fonte battesi­male di gusto neoclassico risale al 1817. L'organo, della ditta C. Mazzia di Biella, fu fatto costruire nel 1877 in sosti­tuzione di uno più antico.

Il museo di arte sacra

Allestito in una vetrina nella navata sinistra, conserva alcune statue e diversi oggetti di uso liturgico utilizzati in chiesa nel passato. Si segnalano in particolare quattro statue dei sec XV-XVI (S. Lucia, S. Dionigi, S. Stefano, Madonna con Bambino), la croce processionak in rame argentato (1451), la cassetta-reliquiario in argento (1648), un ex-voto del 1848 proveniente dalla cappella della Consolata, su cui è riprodotta la torre dei Balivi.

Il Santuario della Consolata (festa il 20 giugno)

Questa piccola cappella, cara alla devozione degli abitanti della città, fu edificata nel 1857 in sostituzione di un oratorio preesistente. Ora è inglobata nel tessuto cittadino, mentre in passato sorgeva in una zona occupata unicamente da vigneti e frutteti, nei pressi della regione Saumont. Sull'altare troneggia una grande statua della vergine in legno dorato e alle pareti sono appesi numerosi ex-voto.

Casa famiglia Betania

E' una struttura residenziale su modello familiare, che accoglie disabili fisici e psichici in età compresa tra i 6 e i 35 anni, privi di famiglia o la cui famiglia necessita di un sostegno. È stata inaugurata nel novembre 1996 e ha iniziato la sua attività nel marzo dell'anno successivo all'insegna della massima a cui si ispira la Casa: "La gioia di noi tutti è essere distinguibili e apprezzati nella nostra origi­nalità quali che siano i talenti ricevuti alla nascita".

Scheda parrocchia: Santo Stefano

Indirizzo: Via Laurent Martinet 16 - 11100 Aosta (città) (AO)
Codice fiascale: 91011090072
Telefono: 0165 40112

Varie

Festa patronale: 26 dicembre, S. Stefano
Quota (m.s.l.m.): 500
Erezione: XIII sec.

Orario Sante Messe festive

Sabato e Vigilia: 17.30
Domenica e Festa di Precetto: 9.00

Cura Pastorale

Collaboratore Pastorale: Piccinno Diacono Antonio
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