Santa Maria Assunta

Situata al centro del comprensorio della Valdigne, Morgex è stata fin dal medioevo il fulcro della vita amministrativa dell'intero territorio, dipendente direttamente dai conti, poi duchi, di Savoia. Importanti testimonianze monumentali rivela­no il ruolo di primo piano giocato dalla località nel passato: tra le più notevoli, si segnalano il castello Pascal de La Ruine (XV secolo), e la torre de L'Archet, documentata a partire dal XIII se­colo ma datata sulla base dell'esame dendrocronologico al 998: non distante dalla chiesa parrocchiale, essa ospitava il conte di Savoia in occasione delle udienze generali da lui tenute periodi­camente nella regione.

 

La parrocchia

Si ritiene, anche in considerazione dei titolo di plébain attribuito tradizionalmente al parroco, che la parrocchia di Morgex sia tra le più antiche dell'alta Valle d'Aosta. La pri­ma fonte documentaria che attesta l'esistenza di una chiesa nel­la località risale tuttavia al XII secolo e consiste in una bolla di Alessandro III del 20 aprile del 1176: in quell'occasione il ponte­fice confermava i possessi del vescovo di Aosta, menzionando fra le altre dipendenze la ecclesia de Molgatio.

Nel Medioevo la parrocchia ospitò un ospedale per poveri, docu­mentato sin dal 1304. Di­pendente in origine dalla Casa del Pic­colo San Ber­nardo, verso la metà del XV secolo passò con questa al­la prevostura del Gran San Bernardo, per confluire nel 1752 con gli altri beni del­la Congrega­zione all'Or­dine Mauriziano. Nel 1632 si insediò a Morgex un conven­to di Cappuccini. Nel 1802 la comunità fu soppressa dalle leggi anticlericali, ma nel 1829 fu ristabilita per desiderio della popolazione. Imbattutosi nuovamente nelle leggi contro il pa­trimonio ecclesiastico, il convento fu definitivamente abbandonato nel 1888, per essere adibito a caserma. Fu quindi di­strutto per far posto all'edificio scolastico.

 

Vuillerme e Michel de Léaval

Nella località maturarono le vocazioni di due eccezionali per­sonalità, entrambe provenienti dalla nobile famiglia Léaval: Vuillerme, che la tradizione colloca nei secoli VIVII ma che visse più probabilmente nel XII secolo o nel successivo, e il gesuita Michel (15161590).

Le scarse notizie che abbiamo a disposizione su Vuillerme ne met­tono in rilievo la santità e lo spirito di mortificazione. Il culto del beato, la cui tomba fu rinvenuta nel 1687 durante lavori nella chie­sa, fu autorizzato nel 1877 dal papa Pio IX. La festa viene celebra­ta il 7 febbraio.

Dati più sicuri ci ragguagliano sulla vita di Michel: maggiore di sei figli, cinque dei quali consacrati alla vita religiosa, fu accolto nel 1550 nella Compagnia di Gesù dal fondatore stesso dell'Ordine, Ignazio di Loyola. Inviato in Sicilia, insegnò nei collegi di Palermo, Messina e Siracusa, ove morì in fama di santità.

 

La chiesa

Il campanile e le fondazioni di un'abside, scoperte sotto li pavi­mento del coro, sono i testimoni più antichi della chiesa romani­ca, citata nella bolla del 1176.

La bella torre campanaria è articolata in sei registri sovrapposti scanditi dall'ornato degli archetti pensili. La cuspide a cupoletta pog­giante su un tiburio ottagonale, rivestita di rame e sormontata da una croce col gallo in ferro battuto, è attribuibile al secolo scorso.

Tra il 1400 e il 1430 il parroco Pierre de Gillaren, futuro arcidiaco­no della Cattedrale di Aosta, provvide ad un radicale restauro della casa parrocchiale e del campanile: l'intervento è documentato dall'iscrizione su una pietra murata sulla facciata della casa parroc­chiale. Nell'ambito della stessa campagna furono forse apportate modifiche anche alla chiesa.

La facciata, in pietra a vista, pre­senta varie tracce dei rimaneggia­menti cui l'edificio fu sottoposto nel tempo: tra gli elementi più an­tichi sono la finestra ad arco care­nato parzialmente ostruita dal tet­to dell'antistante portichetto e Il portale d'ingresso, con un'iscri­zione recante la data 1512, due cri­stogrammi e l'antifona pasquale Regina Coeli, in caratteri gotici.

L'assetto attuale della chiesa può essere attribuito alla campagna di restauri iniziata nel 1687 e con­clusa con la consacrazione ad opera di mons. Millet d'Arvillar li 24 giugno 1705. In precedenza, l'edificio era a due sole navate e più basso. In questa fase fu probabilmente ricavata la finestra serliana, ora tamponata ma sempre visibile nella parte alta della facciata.

 

L'interno

La decorazione pittorica dell'interno fu realizzata tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo, forse dal pittore Girollet di SaintJean de Maurienne. Fu restaurata dal pittore Barmaz nel 1885, e ancora nel 1934 ad opera di Emesto Lancia, che ri­spettò i dipinti precedenti.

L'affresco dell'Ultima Cena nella navata centrale è datato 1559.

La cappella quattrocentesca in fondo alla navata sinistra, con vol­ta a crociera interamente affrescata, rivela numerose tracce della sua originale decorazione. Un insolito altare richiama i simboli dell'Eucaristia: la mensa è costituita da una macina di mulino (il pane), al cui centro è siste­mata una vite da torchio (il vino) alla quale è applicato un Crocifisso trecentesco. Gli affreschi della volta rap­presentano nelle due vele più ampie il Padre Eterno benedicente e il Cristo risorto, entrambi inse­riti in cornici "a mandorla", nelle vele laterali angeli con filatteri; i costoloni sono decorati con medaglioni raffiguranti profeti. Due nicchie ricavate nel muro del­la cappella conservano l'una il calice e la patena in peltro ritrovati nel 1687 nella tomba del beato Vuillerme de Léaval, l'altra una statua in legno  della Madonna in maestà, attribuibile al XIV seco­lo, proveniente dalla cappella di Blavy a Roisan.

Il pregevole altare maggiore, ricchissimo di fregi e dorature, fu realizzato probabilmente nel 1705, anno cui risaliva con certezza la tela centrale, distrutta da un incendio nel 1931. Nella parte in­feriore presenta tre tele: quella centrale, dipinta dal pittore Ernesto Lancia in sostituzione della precedente, raffigura l'Assunzione della Vergine; quelle laterali la Presentazione di Maria al Tempio e la sua glorificazione tra gli angeli. Un'altra scena mariana è scol­pita nel pannello superiore: si tratta dell'incoronazione della Vergine da parte della Ss. Trinità.

Nel pavimento del coro è messa in evidenza, attraverso una di­versa disposizione delle assicelle, l'ubicazione dell'abside della chiesa più antica. Nella parete di sinistra è invece murato un ta­bernacolo di pietra di fattura gotica, ora utilizzato per la con­servazione delle reliquie: la porta è rivestita di lamina metalli­ca e conserva la serratura originale.

In fondo alla navata destra è collocato l'altare di Vuillerme de Léaval: in origine dedicato alla Ss. Trinità e agli apostoli Filippo e Giacomo, cambiò titolo in occasione del riconoscimento ufficia­le del culto del beato (1877). Era stato rifatto completamente nel 1771 ad opera del valsesiano Giovanni Battista Gilardi. La tela fu dipinta nel 1877 dai fratelli Artari di Verrès.

Segue l'altare di S. Antonio, datato 1826, con la tela raffi­gurante S. Rocco e S. Cecilia, ai lati della Vergine, e i santi Antonio abate e Sebastiano.

Accanto, è appesa una tavola proveniente dall'altare del Rosario, documentata sin dal 1615: vi figurano, entro una cornice rappresentata dai quin­dici riquadri dei Misteri, la Madonna con il Bambino e san Domenico.

In prossimità dell'uscita è si­stemato li battistero: una va­sca monolitica ottagonale attri­buibile al XIVXV secolo, chiu­sa superiormente da una edi­cola di legno che porta la data 1630 e ricalca un modello piut­tosto diffuso in Valle d'Aosta.

 

Le cappelle

Una serie di edifici di culto minori, sparsi sul  territorio della parrocchia, sono l'espressione di una profonda devo­zione degli abitanti dei vari villaggi: la cappella del Villair (S. Rocco e S. Sebastiano), fondata nel 1627: quella del Lavancher (S. Anna), fondata nel 1640, recentemente restau­rata; la cappella del Dailley (S. Margherita) già esistente nel 1726; la cappella di Condemine (SS. Margherita, Giovanni, Pietro, Orso, Giocondo) fondata nel 1630. La cappella del Revers (S. Pietro) fu edificata nel 1680 e completata nel 1685; la cap­pella di Arpy (Madonna delle nevi) fu benedetta nel 1749; la cappella di Licony (1911 Madonna di Lourdes) è dovuta alla committenza dei canonici Châtel ; quella di La Ruine, infine, dedicata a Maria Regina della Valle d'Aosta, fu costruita nel 1978.

Scheda parrocchia: Santa Maria Assunta

Indirizzo: Piazza Assunzione 9 - 11017 Morgex (AO)
Codice fiascale: 91011250072
Telefono: 0165 809729
E-mail: parrocchia.morgex@tiscali.it

Varie

Festa patronale: 15 agosto, Assunzione della B.V. Maria
Quota (m.s.l.m.): 923
Erezione: XII sec.

Orario Sante Messe festive

Sabato e Vigilia: 19.00 - 17.30 (La Ruine, est.)
Domenica e Festa di Precetto: 8.30 (est.) - 10.30 - 18.30

Cura Pastorale

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