San Nicola

Nessun documento ci permette di stabilire quando La Thuile co­minciò ad essere abitata stabilmente. L'esistenza, a pochi chilo­metri, del valico del Piccolo San Bernardo con il suo cromlech megalitico, ci consente comunque di affermare che fin da epoche mol­to remote questa conca è stata frequentata come luogo di passaggio e di collegamento culturale e commerciale tra le popolazioni dei due ver­santi delle Alpi.

I Romani incrementarono l'importanza del valico con la costruzione del­la strada delle Gallie, di cui è possibile scorgere ancora alcune tracce. Risale all'epoca romana la prima denominazione a noi conosciuta del­l'abitato di La Thuile: Ariolica. È con questo nome che essa compare anche nella cosiddetta Tabula Peutingeriana, carta geografica del seco­lo XII, copia di una precedente opera del IV secolo.

Sappiamo che il cristianesimo si è diffuso soprattutto attraverso le vie commerciali. Esso ha raggiunto la Gallia molto presto, per cui analoga­mente possiamo supporre che il messaggio evangelico sia "transitato" a La Thuile fin dai primi secoli della cristianizzazione.

 

La parrocchia

Al di là delle supposizioni, la prima prova documentata dell'esi­stenza di una comunità parrocchiale in La Thuile è del XII se­colo. Si tratta di una pergamena relativa alla prevostura di Saint­Gilles di Verrès, risalente al 1113. Vi si legge che in quell'anno il ve­scovo di Aosta, Boso, concesse la parrocchia di La Thuile ai canonici di Saint-Gilles.

Nel 1245 il prevosto di Verrès cedette la parrocchia all'ospizio del Piccolo San Bernardo, che dipendeva da Verrès ma che economicamente ave­va benefici propri il cui provento serviva per il funzionamento dell'Ospizio. Nel 1466, quando l'ospizio del Piccolo San Bernardo, con tut­te le sue rendite, fu unito a quello del Gran San Bernardo, la parrocchia di La Thuile tornò alle dirette dipendenze del vescovo di Aosta.

 

La chiesa

Non sappiamo nulla della chiesa più antica se non che era a tre na­vate. Da alcuni documenti si apprende che alla fine del XV secolo essa fu ricostruita. Una ulteriore nuova costruzione fu necessaria a causa delle devastazioni e degli incendi provocati dal passaggio delle truppe francesi nei secoli XVII e XVIII. Si tratta della chiesa attualmente visibile, consacrata da monsignor Pierre-François de Sales, vescovo di Aosta, il 15 giugno 1742.

Si tratta di un edificio a croce latina con absidi semicircolari. L'attuale pre­sbiterio è il risultato di importanti trasformazioni operate nel 1984 per a­dattarlo alle esigenze liturgiche. Il precedente altare di marmo grigio, ad­dossato alla parete absidale, per il suo modesto valore è sta­to rimosso. Al suo po­sto si è ricollocato il tabernacolo di legno dorato, del secolo X­VIII, proveniente dal convento della Visitazione di Aosta, soppresso agli inizi dell'ottocento. Al di sopra dell'altare, come in quasi tutte le chiese valdostane, vi è un bel crocifisso li­gneo del secolo XV. Più che per il suo va­lore artistico, nella co­munità di La Thuile esso è venerato in quanto ad esso è col­legato un fatto prodigioso. Nel 1794 i soldati francesi avevano distrutto sul loro passaggio ogni cosa; anche la chiesa fu saccheggiata e danneg­giata. Soltanto il crocifisso rimaneva al suo posto, sotto la volta. I soldati decisero di tirarlo giù, dapprima con corde e poi, non riuscendovi, cercando di raggiungerlo direttamente camminando sul cornicione interno della chiesa. Nel compiere l'impresa però alcuni di essi perirono. Gli altri desi­stettero e il crocifisso rimase al suo posto. Nella volta è ancora possibile leggere l'iscrizione: 'Haec Christi imago caeteris cunctis bello vastatis

1794 mirabiliter remansit. Deo gratias" ("Fra tutte le cose distrutte nella guerra del 1794, rimase miracolosamente salva questa immagine di Cristo. Dio sia ringraziato").

Le pareti interne della chiesa fu­rono decorate dal pittore Ettore Mazzini negli anni 1945-46, per interessamento del parroco Elia Pession e a compimento del voto fatto dalla popolazione di La Thuile per ottenere la prote­zione divina durante la secon­da guerra mondiale.

Il campanile è costituito da una torre quadrata in pietra intona­cata, ornata ad archetti pensili ai due ultimi piani. Risale pro­babilmente al secolo XIV o al XV. La guglia è del secolo XVIII. San Nicola, titolare della chiesa e della parrocchia, è affrescato nell'abside laterale sinistra, in­sieme con la raffigurazione di due episodi della sua vita. Le re­liquie di san Nicola, che fu ve­scovo di Mira (Turchia) nel IV secolo, furono traslate a Bari il 9 maggio 1087. Molto probabil­mente fu scelta questa data per celebrare la festa patronale, in­vece di quella tradizionale del 6 dicembre, per motivi climatici.

 

Le cappelle

Passeggiando attraverso i villaggi di La Thuile, si in­contrano alcune cappelle costruite nei secoli XVII, XVIII, XIX. Esse sono il segno, insieme con alcuni oggetti di culto conservati in parrocchia (statue, reliquiari, calici, paramenti), di una fede che si è espressa lungo i secoli, lasciando una testimonianza con il linguaggio dell'arte. La cappella di Santa Barbara ad Entrèves fu fondata nel 1653 e rifatta nel 1793. Quella di Sant'Anna al Moulin risale al 1667. La cappella di Clou, intitolata a san Lorenzo, del 1650, fu incendiata nel 1794 dai soldati fran­cesi con tutto il villaggio e ricostruita più tardi. La cappella di Santa Lucia al Buic è degli inizi dell'Ottocento. La cappella della Petite-Golette è inti­tolata alla Visitazione. Quella di Pont-Serrand, del 1653, a san Bernardo e san Maurizio.

Alcune cappelle rurali sono oggi in stato di abbandono o parzialmente di­ctrntte come quelle del Thovex.fondata nel 1767eintitolata a sanGiacomo e alla Madonna del Carmine.

In alta montagna, segnaliamo la cappella del Piccolo San Bernardo, in territorio francese, a 2158 metri di altitudine; è una costruzione recen­te, dove riposano le spoglie mortali del rev. Pietro Chanoux (+ 1909), fondatore del giardino botanico denominato in suo onore °Chanousia". Infine, la cappella del Rutor, a 2500 metri circa, di fronte al grandeghiac­ciaio, intitolata a san Grato e a santa Margherita; la primitiva cappella, fondata nel 1606, si trovava a poca distanza dall'attuale, che fu rico­struita nel 1933-34 e benedetta il 18 luglio 1937.

 

L'Ospizio del Piccolo San Bernardo

La vita di La Thuile è sempre stata legata al valico. E' quindi op­portuno ricordare che nei confini della parrocchia (ma in territo­rio nazionale francese) sorge l'antico Ospizio del Piccolo San Bernardo. Esso è il segno di quel particolare carisma cristiano che è l'o­spitalità, unitamente al soccorso e all'accoglienza, di cui sono pervase la spiritualità e l'opera di san Bernardo di Montjou, arcidiacono d'Aosta (+1081).

Fin dall'inizio del XII secolo esisteva un ospizio, affidato alle cure dei canonici di Saint-Gilles di Verrès, che nel 1466 passò ai Canonici del Gran San Bernardo. Quando venne soppresso il ramo italiano della con­gregazione, esso pervenne, con tutti gli altri beni del San Bernardo in territorio italiano, all'ordine Mauriziano, che incaricò un rettore di man­tenere viva la tradizione dell'ospitalità.

Questa continuò fino al 1940, quando l'ospizio, successivamente bom­bardato e distrutto (1944), fu abbandonato per ragioni belliche. Per la sua importanza storica, una commissione italo-francese da al­cuni anni si sta interessando al restauro dell'antico edificio.

Scheda parrocchia: San Nicola

Indirizzo: Via Debernard 3 - 11016 La Thuile (AO)
Codice fiascale: 91011220075
Telefono: 0165 884114
E-mail: lathuileparrocchia@alice.it

Varie

Festa patronale: 9 maggio, S. Nicola
Quota (m.s.l.m.): 1441
Erezione: XII sec.

Orario Sante Messe festive

Sabato e Vigilia: 18.30
Domenica e Festa di Precetto: 8.30 (casa parr.) - 11.00 - 17.30 (dall'Epifania a Pasqua) - 18.30 (lug-ago)

Cura Pastorale

Viceparroco: Mateias Don Eugen
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