San Martino

Il comune di Ayas, il cui territorio si estende nella parte più alta della valle dell'Evançon, è racchiuso all'interno di un ar­co montuoso molto suggestivo, ai piedi del Monte Rosa. Comprende l'antica parrocchia di S. Martino, con sede ad Antagnod, e quella più recente di Champoluc, dedicata a S. Anna. Sino al 1946, tutti i numerosi villaggi del comune, po­sti in parecchi casi ad altissima quota, erano riuniti in una so­la giurisdizione parrocchiale.

Anticamente Ayas faceva parte del feudo di Graines, apparte­nente all'abbazia di Saint-Maurice d'Agaune nel Vallese, che lo infeudava al casato degli Challant, la più illustre famiglia no­bile della Valle d'Aosta. Il paese contava un elevato numero di abitanti (più di 1800 ancora nel XIX sec.); il beneficio della chiesa fu, nei secoli, piuttosto cospicuo, come risulta anche dal­le ricche testimonianze artistiche giunte fino a noi. Lo svilup­po del settore turistico in questi ultimi decenni ha radicalmen­te mutato il volto della vallata, che oggi è conosciuta a livello internazionale soprattutto per le sue ricchezze naturali e per il suo vasto comprensorio sciistico.

 

La parrocchia

La tradizione locale ritiene che in tempi molto antichi esistesse nel villaggio di Magnéaz una primitiva chie­sa dedicata a S. Pietro, facente funzione di parrocchia­le. In realtà la prima attestazione storica della parrocchia di Ayas è contenuta in una bolla di papa Alessandro III del 20 aprile 1176, in cui essa risulta alle dipendenze del vescovo di Aosta. Nel 1433 la sua cessione alla Prevostura di Saint-­Gilles di Verrès segnò l'inizio di una lunga lotta di carattere giurisdizionale, che si concluse solo con un accordo nella se­conda metà del XVIII sec., allorché Ayas divenne definitiva­mente di nomina vescovile.

 

La chiesa

L'attuale edificio, a pianta rettan­golare, con tre navate separate da colonne monolitiche di pietra verde, locale, e volte a padiglione, è il risultato di un ri­facimento ottocente­sco; venne consacrato dal vescovo di Aosta mons. Jourdain il 23 ottobre 1852. L'iniziativa della ricostruzione spettò al rev. F. Dandrès (parroco di Ayas dal 1817 al 1866), promotore di numerosi altri interventi e figura di spicco nella comunità sotto il profilo religioso e pastorale.

La chiesa preesistente ha lasciato tracce solo nella parte inferio­re dei muri perimetrali e del presbiterio; ne rimane una preziosa immagine in una tela del XVII secolo, appartenuta un tempo alla confraternita della SS. Trinità e conservata in fondo alla chiesa, sulla sinistra. L'edificio, presumibilmente del XV sec., possedeva tre navate suddivise da enormi pilastri, absidi poligonali, un por­tale centrale e grandi finestre in facciata. Il coro venne sopraele­vato una prima volta agli inizi del XVII secolo, per permettere la costruzione del primo altare barocco, e ancora nel secolo succes­sivo, quando l'altare fu rifatto e portato alle dimensioni attuali.

L'altar maggiore. Consacrato il 29 maggio 1716, costruito in legno intagliato, dipinto e dorato, arricchito da numerose statue (XV-XVIII secc.), è di gran lunga il più imponente altare barocco della Valle.

La fascia intermedia, la più antica e preziosa, risale al XVII sec. Nelle nicchie ac­coglie cinque statue del XV­XVI sec.: la Madonna con il Bambino al centro, in parte nascosta dalla statua di san Martino a cavallo, alla som­mità dell'arco centrale; da sinistra san Martino in ve­sti pontificali, sant'Anna, san Giacomo in abiti da pel­legrino, san Grato (vescovo di Aosta nel V sec., patro­no della diocesi) con la te­sta del Battista in mano. La fascia inferiore (opera, insieme con quella superiore, degli scultori valsesiani G. Gilardi e G. P. Minaldi, tra il 1708 e il 1713), oltre al tabernacolo ottocentesco, accoglie le statue delle sante Margherita, Caterina, Barbara e Maria Maddalena, tra le quali è scolpita una gloria di angeli. Sulle nic­chie, in bassorilievo, i dottori della chiesa; al di sotto, l'Annunciazione, la Visitazione, la Nascita di Gesù e la Presentazione al Tempio. La fascia superiore comprende al cen­tro la statua di san Giovanni Battista, tra santa Lucia e santa Agnese; ai lati san Pietro e san Paolo, l'angelo custode e l'arcan­gelo Gabriele. A coronamento dell'altare, in una gloria di angeli e di raggi, è rappresentata la SS. Trinità.

 

L'interno della chiesa conta sei altari laterali. A destra, a parti­re dall'ingresso, l'altare di S. Anselmo e quello di S. Giuseppe, del XIX sec.; l'altare della Vergine, del XVII sec., rimaneggiato nell'ottocento, con statua della Madonna di Oropa. A sinistra, sempre dall'ingresso, l'altare di S. Antonio e l'altare del Rosario, del XIX sec.; l'altare della SS. Trinità, del XVII sec., rimaneggiato nell'Ottocento. Di quest'epoca è la tela, del pittore Curtaz di Gressoney, raffigurante la Trinità e la Sacra Famiglia.

Del 1839 è il portale in legno di noce su cui sono raffigurati av­venimenti della vita di S. Martino di Tours. La celebre scena del­la condivisione dei mantello con il povero, ritratta sulla lunetta sovrastante la porta, è invece anteriore (1779). Il battistero, il pulpito in noce e la cantoria risalgono all'epoca del già citato parroco Dandrès. Le vetrate datano dei primi anni del XX sec. L'organo (Vegezzi~Bossi) fu inaugurato nel 1912.

 

Il museo parrocchiale di arte sacra

Allestito nella cappella del cimitero, conserva numerosi pre­ziosi oggetti di uso liturgico in dotazione nei secoli passati alla chiesa parrocchiale e alle varie cappelle di villaggio: calici, croci astili, statue lignee, reliquiari, paramenti sacri, ecc. Da segnalare in particolare i due pregevoli sportelli di trittico dipinti (inizio XVI sec.), appartenuti al primitivo altare maggiore della chiesa (del tipo "ad ali", di origine tedesca), raffiguranti l'Annunciazione nella parte posteriore e i santi Sebastiano, Antonio abate, Margherita e Maria Maddalena in quella anteriore.

 

Il campanile

Risale nel suo impianto originario al XV sec. Verso la metà del XIX secolo il parroco Dandrès lo fece elevare di dieci metri e ne modificò sensibilmente la parte sommitale, con la costruzione di una cupola (con una grande statua in marmo dell'Immacolata Concezione) sormontata da una cuspide a forma di cipolla in legno ricoperta da lamina metallica.

 

Le cappelle

Il territorio della par­rocchia di San Mar­tino di Ayas è costel­lato di numerose cap­pelle, sorte nei secoli passati per iniziativa degli abitanti dei vari villaggi:

Cappella di Lignod (Maria SS. Addolorata, poi S. Giovanni Bat­tista), di antica fonda­zione; la campana reca la data 1497. In faccia­ta, affresco del giudizio universale rifatto dal pittore Curtaz di Gressoney nel 1875.

Cappella di Pilaz (S. Michele arcangelo), fondata nel 1746.

Cappella di Magnechoulaz (S. Barbara), del 1685.

Cappella di Periasc (S. Pietro e S. Defendente), del 1860, ha sostituito una cappella più antica.

Cappella di Bisous (Madonna delle Nevi), del 1830, anch'essa edificata in sostituzione di una cappella più antica.

Cappella di Meyteres (S. Bartolomeo), del 1937.

Cappella dell'Oliva (Maria SS. Ausiliatrice), del 1862, sosti­tuì una cappella più antica, posta poco più a valle. Deve il suo nome al fatto che è meta della processione della domenica del­le Palme, in cui si benedicono i rami di ulivo.

Cappella dei cimitero (dei Penitenti), attigua alla chiesa par­rocchiale, probabilmente della fine del XV sec.; ha nella chiave di volta lo stemma della famiglia Challant.

Cappella di Pracharbon (S. Martino), del 1736, sorge in mez­zo al bosco lungo la vecchia mulattiera che congiunge Ayas e Brusson.

Cappella di Villa Rivetti (S. Giuseppe), del 1950, ora di pro­prietà del comune di Ayas.

Il santuario, di Bar­masc (No­tre-Dame du Bon Secours), si trova a 1828 m di quota in bella posizio­ne, con splendida vi­sta sul Monte Rosa e sulla conca di Ayas. Già prima del 1744, anno della sua fonda­zione, esisteva proba­bilmente a Barmasc una cappella, meta della devozione popo­lare che vi ritrovava l'origine di eventi prodigiosi. Restauri significativi furono ef­fettuati in occasione del secondo centenario, nel 1944, con il generoso contributo della gente del posto. A questo periodo ri­sale anche la decorazione pittorica raffigurante scene della vi­ta di Maria. Nell'estate del 1990 il santuario ha avuto la insi­gne e gradita visita di Sua Santità Giovanni Paolo II, in occa­sione di una celebrazione eucaristica nel pianoro di Barmasc.

Scheda parrocchia: San Martino

Indirizzo: Antagnod - Rue De La Cure 7 - 11020 Ayas (AO)
Codice fiascale: 90008760077
Telefono: 0125 306629

Varie

Festa patronale: 11 novembre, S. Martino
Quota (m.s.l.m.): 1769
Erezione: XII sec.

Orario Sante Messe festive

Sabato e Vigilia: Inverno: 14.30 (Periasc) - 18.30
Estate: 18.30 (Periasc) - 18.30
Domenica e Festa di Precetto: Inverno: 8.00 - 10.30 - 18.30 (Feste Natalizie)
Estate: 7.30 - 10.30 (anche a Periasc) - 18.30

Cura Pastorale

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