San Lorenzo

Alcuni reperti del periodo neolitico sono stati scoperti recen­temente all'Envers del comune di Chambave (in particola­re, a Jovençanaz  sul MontChallion, al confine con Pontey); essi permettono di datare i primi insediamenti abitativi in questa zona alla tarda età del Bronzo. Al periodo romano risale invece un miliario, ora presso la porta della canonica, che venne ritrovato du­rante alcuni scavi nel piazzale antistante il vecchio municipio. Un ricordo dell'epoca paleocristiana è offerto dalla vasca battesimale che è stata trasportata nel giardinetto pubblico all'inizio del borgo. La tradizione, confortata però da elementi storici, afferma che l'an­tico habitat di Chambave si trovasse più ad occidente, nel luogo chiamato Champagne, nel territorio dell'attuale comune di Verrayes. Con molta probabilità nel corso dell'X1 secolo una grossa frana, for­se in concomitanza con un fenomeno sismico o con un'alluvione della Dora, cancellò l'antico villaggio; la Dora stessa cambiò alveo. Un documento del 1288 menziona l'insula de Chambava la Veli; ancor oggi il territorio di Fénis che si spinge fin sulle rive del cor­so d'acqua è denominato Chambave la Vieille.

Il nuovo centro fu riedificato più a est, là dove si è sviluppato nei secoli successivi. Un nuovo luogo di culto venne costruito nel mez­zo dell'abitato, come ci dimostra un celebre documento del 1100, con cui il conte di Savoia Umberto II fa un'importante donazione alla chiesa di S. Lorenzo di Chambave, dipendente dalla celebre ab­bazia benedettina di Fruttuaria (S. Benigno in Canavese). Questo lascito del conte è probabilmente da ricollegarsi con il rinnovamento del borgo. In tale occasione per la prima volta viene menzionato nella storia il toponimo Cambava, dall'incerta etimologia (campus aquae?).

 

La parrocchia

Nel documento già citato del 1100, essa figura come dipenden­te dal monastero di Fruttuaria, che la cedette nel 1182 con tut­ti gli altri beni posseduti dall'abbazia in Valle d'Aosta alla pre­vostura di StGilles di Verrès. Questa duplice dipendenza conventuale è all'origine del termine di "priore" con cui ancora ai nostri giorni è qualificato il parroco di Chambave. Primo priore conosciuto è Aimone di Challant (1180).

Pur continuando a dipendere da Verrès, il priorato dovette sottostare al triste regime della commenda: dal 1421, infatti, i priori vennero scelti da Roma e non risiedettero più in loco.

L'incarico di parroco fu affidato ad un "vicario perpetuo". Nel frat­tempo (1781), la prevostura di StGilles rinunciò definitivamente ai suoi diritti sulla parrocchia di Chambave, che da allora passò sotto la giurisdizione del vescovo. La commenda non venne però soppressa che nel 1827. Accanto alla parrocchia giocò per secoli un ruolo im­portante la rettoria dei santi Nicola e Maria Maddalena, fondata nel 1269 dal priore Bosone di Challant e abolita solo nel 1837. Il ret­tore, che af­fiancava il vicario per­petuo nel­l'esercizio delle sue fun­zioni pasto­rali, abitava la bella casa cinquecentesca, detta di Chalfior, tuttora sussistente, attigua alla canonica.

 

La chiesa

La prima menzione storica della chiesa di Chambave, forse all'e­poca in fase di costruzione, risale al 1100, come si è detto. Nulla è rimasto del primitivo edificio romanico, se si eccettua la parte inferiore del campanile risalente alla metà del XII secolo. All'inizio del secolo XV la chiesa si trovava in cattivo stato, come risulta dai ver­bali delle visite pastorali. Nel 1576 il visitatore apostolico mons. Bonomi trovò soddisfacenti le sue condizioni. Essa possedeva una sola navata, decorata di affreschi. Oltre all'altar maggiore, assai or­nato, esistevano nella chiesa due altri altari: quello della Vergine e quello dei santi Nicola e Maria Maddalena, sede della rettoria.

Nel 1744 i parrocchiani di Chambave presero una decisione corag­giosa: decisero di ricostruire dalle fondamenta la loro chiesa. I lavori vennero affidati all'architetto Giovanni Ferro di Alagna e terminaro­no nel 1748. Nel 1756 venne ultimato il coro, ad opera di Francesco Albertoglio di Lugano. Fu costruita la piccola sacrestia del lato sud; di fronte venne posta la cantoria, che solo nel secolo successivo sarà trasferita all'ingresso.

Nel 1832 venne inaugurata la grande pala dell'altar maggiore, raffi­gurante il santo patrono, opera di Luigi Artari. Agli anni Quaranta dello stesso secolo risale la costruzione della nuova sacrestia, sul la­to nord, prima occupato dalla tribuna dei cantori. Nel 1867 fu siste­mato l'organo, di G. Franzetti di Intra.

Il merito della definitiva sistemazione della chiesa è dovuto al priore Favre che, nel 1889, prolungò la navata abbattendo il portico anti­stante e costruendo due nuove cappelle laterali. La chiesa assunse al­lora la forma e le dimensioni odierne.

Gli ultimi restauri, tra cui la ri­sistemazione della facciata con il portale dello scultore Luigi Meynet, datano del 1980.

La chiesa possiede al suo inter­no i seguenti altari: a sinistra, l'altare dei santi Nicola e Maria Maddalena e della SS. Trinità (detto di S. Antonio da Padova); l'altare dei santi Antonio abate e Giuseppe; a destra, quello dei santi Rocco e Sebastiano (detto di S. Teresa del Bambino Gesù) e quello della Vergine del Rosario.

Questi altari, di buona fattura, sono opera principalmente de­gli scultori valsesiani Boso e Gilardi (fine secolo XVIII). Quelli del Rosario e dei santi Rocco e Sebastiano sono adorni di due preziose tele, datate 1623, del celebre Vincenzo Costantino, di Biella, pittore di corte del duca Carlo Emanuele I di Savoia.

 

Il museo parrocchiale di arte sacra

Tra gli antichi oggetti di uso liturgico raccolti nel museo allestito recentemente, sulla sinistra dell'ingresso, si segnalano il reli­quiario in rame argentato a forma di cofanetto, offerto nel XVI sec. dal priore commendatario J.L. Vuillet, dei signori di StPierre; quattro croci in lamina d'argento (XVXVI secc.); le riproduzioni fo­tografiche delle pagine miniate di due preziosi libri liturgici, un an­tifonario del XV sec. e un graduale dei XVI sec., ad uso del celebre priore della Collegiata di S. Orso Giorgio di Challant. Oggi questi pre­ziosi codici sono conservati con gli altri libri liturgici valdostani pres­so la Bi­blioteca del Semi­nario Ve­scovile di Aosta.

Quasi a corona­mento dell'in­sieme, è posto un prezioso quadro ad olio dell'An­gelo Custode (fine XVII sec.). Nella sacrestia è invece conserva­to un busto reliquiario di san Lorenzo (XIX sec.), opera dello scultore Molino.

 

Le cappelle

La parrocchia di Chambave conta attualmente undici cappelle:

 NotreDamedePitié nel borgo, fondata nel 1676 dal no­taio L. Bich. Tavola d'altare datata 1680, del pittore Píccon.

- S. Margherita a Margnicr, anteriore al 1629. In quell'anno ven­ne riccamente dotata dal canonico della Cattedrale di Aosta Andrea Verthuy, originario del luogo. Da segnalare la pala di altare e il bu­storeliquiario della santa (entrambi sec. XVIII).

 NotreDamedesNeiges ad Arlier, già dedicata a S. Leonardo, menzionata sin dal 1613. Da segnalare il busto reliquiario di S. Leonardo (sec. XVIII).

 S. Pantaleone a Septumian, già esistente nel 1644. Venne inte­ramente distrutta nel 1846 da una tragica alluvione che fece 32 vittime nel villaggio; fu ricostruita nel 1855. Da segnalare la statua della Vergine, unico oggetto scampato alla distruzione del 1846.

- Santi Grato e Gottardo a Champlan, costruita nel 1735.

- Santi Gregorio e Antonio da Padova a Chandianaz, costruita nel 1769.

 NotreDame de la Salette a La Poya, solennemente benedetta nel 1870 dal vicario generale J.A. Duc, futuro vescovo di Aosta.

- Santi Giuseppe e Lorenzo al Guet, costruita nel 1884.

- Notre-Dame de Lourdes e Santi Grato e Teodulo a Fosses, co­struita nel 1889.

- NotreDame du Carmel a Verthuy, costruita nel 1938.

- Marie Reine de la Vallée d'Aoste a Thuy, costruita nel 1984.

Quasi tutte le cappelle sono state recentemente ristrutturate.

Scheda parrocchia: San Lorenzo

Indirizzo: Piazza Orsière 9 - 11023 Chambave (AO)
Codice fiascale: 81005850078
Telefono: 0166 46113

Varie

Festa patronale: 10 agosto, S. Lorenzo
Quota (m.s.l.m.): 486
Erezione: XII sec.

Orario Sante Messe festive

Sabato e Vigilia: no
Domenica e Festa di Precetto: 8.00 - 10.30

Cura Pastorale

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