Messaggio del Vescovo per la Santa Pasqua

 

Cari fratelli e sorelle,

le celebrazioni pasquali sono ostensione pubblica del Mistero cristiano. La solennità, l'intensità di fede e di amore con le quali noi viviamo i giorni del Triduo santo sono annuncio di Gesù e della salvezza che ha portato all'umanità.
In realtà, l'annuncio investe prima di tutto noi stessi, provocandoci a rimettere in discussione schemi mentali e stili di vita spesso derivati più dal mondo che dal Vangelo. Contemplare e celebrare Gesù che istituisce l'Eucaristia, Gesù, Dio fatto uomo, che muore sulla croce, Gesù, vincitore della morte e del peccato, che risorge al terzo giorno, è una ventata d'aria nuova che spazza via il vecchio modo di ragionare e di vivere.
Innanzitutto è l'intelligenza a beneficiare di questa liberazione dalle trappole ideologiche e consumistiche del nostro tempo: di fronte a un Dio che non considera un tesoro geloso la sua divinità, ma si umilia fino alla morte per noi, prendiamo coscienza che la vita vale per il "senso" che le diamo, per il "perché" e il "per chi" la viviamo. Se lasciamo che la fede nel Risorto purifichi e liberi la nostra intelligenza allora anche la nostra volontà e il nostro cuore potranno essere raggiunti dalla luce del Vangelo e potremo desiderare il bene, progettarlo e portare frutti di opere di carità. Così fioriranno il perdono e il rispetto per ogni uomo, l'accoglienza e l'accompagnamento della vita dal concepimento alla morte naturale, la condivisione con i poveri, l'impegno per la giustizia e la pace ...
Così la nostra vita, nelle relazioni quotidiane e nell'impegno sociale e politico, prolungherà ed estenderà la manifestazione di Gesù, Salvatore dell'uomo, che le celebrazioni pasquali mostrano al mondo.

Buona e Santa Pasqua!

 

Giotto, Resurrezione di Cristo e
Giotto, Resurrezione di Cristo e "noli me tangere", 1303-1305, Cappella degli Scovegni, Padova