Ad patriam vocati

I famigliari di don Gorret ringraziano:

 

Tra tutte le belle parole che abbiamo sentito in queste giornate passate vicino a zio Amato, Don Gorret, una in particolare è rimasta impressa: una parrocchiana della cattedrale che ha detto «grazie di avercelo dato»! E il pensiero è stato lo stesso: «grazie buon Dio di avercelo dato»!
Grazie perché è sempre stato un punto di riferimento, grazie perché sedersi a parlare con lui era un piacere, grazie per il suo sorriso e la sua accoglienza, grazie per i momenti passati insieme, grazie per averci sposato e per aver battezzato i nostri figli...
Oggi ci sentiamo un po' tutti "orfani" e spaesati; il vuoto che ha lasciato è grande, però, allo stesso tempo, in questo ultimo mese e soprattutto dal giorno della sua morte, abbiamo ricevuto un enorme abbraccio dalla Chiesa valdostana, clero e fedeli, e questo è stato un aiuto e un sostegno immenso.
Oggi ci sentiamo anche un po' più forti: perché l'insegnamento, l'esempio, il coraggio e la forza dello zio sono rimasti tra noi. Raccogliamo il suo lascito morale e cerchiamo di farlo diventare parte della nostra vita!
Con questi pensieri, che si rincorrono nella testa insieme ai ricordi, vogliamo ringraziare Monsignor Franco per le sue belle parole e la sua presenza, i sacerdoti e le religiose, il personale della Curia vescovile e del Priorato di Saint-Pierre per l'impegno e il tempo dedicato.
Sentiamoci uniti nella preghiera e nell'incoraggiamento che sicuramente Don Gorret, zio Amato, continuerà a darci da lassù...

 

 

«La messe è molta, ma gli operai sono pochi.
Pregate dunque il padrone della messe
perché mandi operai per la sua messe»
. (Lc 10, 2)

 

Don Amato Gorret
Don Amato Gorret
Don Gorret durante la celebrazione eucaristica sul Monte Tabor, in Terra Santa, nel febbraio 2010
Don Gorret durante la celebrazione eucaristica sul Monte Tabor, in Terra Santa, nel febbraio 2010